senza-titolo-2Apertura porta ore 19:00
Chiusura porta ore 21:00

Venerdì 2 dicembre atterra l’ultimo Punto Croce dell’anno, pulito pulito prima delle gozzoviglie festive.

Dalle 19:00 vi attende la doppia personale preparata dalle pittrici Manuela Kokanovic e Nina Ceranic.

Le 21:00 segnano il ritorno di Mattia Brown live a Venezia: il suo nuovo progetto Delta Club fa planare quelle sue sognanti melodie pop sopra una distesa di influenze elettroniche, percussioni etno e ipnosi minimaliste.

In cucina non si potrà far altro che esclamare che cavolo di piatto!

 

DELTA CLUB
Delta Club è il moniker di Mattia Del Moro, produttore e musicista friulano di base a Londra dal 2014. Il progetto nasce nel 2013 a Copenhagen, dove Mattia si trasferisce dall’Italia per lavorare come architetto. É sempre l’architettura che inizialmente lo sposta a Londra, ma ben presto la sua attenzione si concentra nuovamente sulla musica.
Mattia inizia a scrivere canzoni con il nome Brown And The Leaves nel 2008, e pubblica il disco “Landscapes” nel 2009, 11 ballate tra il folk scandinavo, Nick Drake e Caetano Veloso che lo portano a condividere il palco con artisti come Múm, Dakota Suite, My Brightest Diamond, Paolo Nutini e altri nomi internazionali per 120 concerti in tutta Italia nei due anni a seguire dall’uscita del disco.
Successivamente Mattia abbandona la scrittura più intimista e i concerti per una ricerca sonora più estesa, mantenendo un grande interesse per gli strumenti a corda, soprattutto originari dell’Africa dell’ovest, ma mescolandoli all’elettronica, field recording e percussioni.
É da questa ricerca che nasce Delta Club, nome preso in prestito da uno dei primi club di deltaplano nato negl’anni 70 nella sua terra d’origine, la Carnia.
Le canzoni inglobano anche l’influenza di band come Godspeed you! Black Emperor, Explosions in the sky, Tortoise, il minimalismo americano di Steve Reich, Terry Riley, Philipp Glass e musicisti africani come Toumani Diabaté e Boubacar Traoré.

MANUELA KOKANOVIC & NINA CERANIC
La stanza è rimasta vuota con odore di pop corn e tisana dopo una serata autunnale passata in casa al caldo in solita compagnia della coinquillina da una vita. Nell’altro lato della casa ci scambiamo opinioni discordanti riguardo il finale scelto dal regista e ci prepariamo per andare a letto. La luce in cucina è ancora accesa così come l’abbiamo lasciata prima di accendere il film.
M – Come in un teatro dopo uno spettacolo, i rituali che scandiscono la nostra vita quotidiana impregnano i luoghi in cui si svolgono. Anche quando gli attori e gli spettatori se ne sono andati, in essi riesce ancora a traspirare tutto ciò a cui, fino a quel momento, hanno fatto da palcoscenico.
N – E’ nei residui che si percepisce la presenza. Un’impronta digitale, un fermaglio per capelli, una fotografia sgualcita. I residui contengono un storia che vuole essere raccontata, ma che spesso è già stata dimenticata. E non resta nulla se non il residuo stesso, fuori dal suo contesto, privo della sua funzione narrativa. Tuttavia se lo si osserva davvero con attenzione, si trova ogni tanto come un suggerimento familiare che gli permette in qualche modo di riprendere vita.

La serata è realizzata in collaborazione con AnotherGreen
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